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Con Robi, Massimo, Gianni, Fabio e Nadia siamo saliti al Benevolo per recuperare la tre giorni di Pasqua che avevo dovuto spostare per il meteo avverso. Questa volta il sole ci ha accompagnati per tutte e tre le giornate passate lassù...Saliti il sabato al rifugio con un bel cielo, ma con la neve che non aveva gelato durante la notte per la copertura nuvolosa, per i restanti due giorni abbiamo avuto ottime condizioni nella parte alta (dai 2400 m in su), dove il gelo notturno ha consolidato egregiamente il manto nevoso; sui piani invece vi è una totale mancanza di fondo (fatto dovuto all'intenso freddo di quest'inverno), per cui già alle sette di mattino si sfondava appena usciti dalla traccia di salita...Ciò ha causato un piccolo infortunio in discesa a Gianni che, finito in un buco apertosi sotto ai suoi sci a 200 m dal rifugio, si è provocato una piccola lussazione alla spalla, che gli ha impedito però di continuare a sciare...Giretto panoramico in elicottero (bella la Grivola da lassù, vero Gianni?!) fino all'ospedale di Aosta, dove è stato rimesso in sesto in fretta...Ci vuole altro per scoraggiare uno spirito alpino come Gianni! |
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In partenza da Thumel
Ultimo tratto di salita con il Benevolo in vista
La primavera è arrivata "forse" definitivamente...(foto di Max)
Ecco la famosa "Brigitte", la volpe che da ca. 8 anni, quasi ogni sera, si presenta al Benevolo per il suo spuntino serale...(foto di Max)
In partenza per la Galisia
I primi raggi di sole colpiscono la Granta Parey (foto di Max)
Roc Basagne a sinistra, Roc du Fond a destra
Un altro bellissimo incontro: una pernice bianca che si è lasciata avvicinare in modo incredibile!
Torrioni dolomitici salendo alla Galisia
Parte alta del ghiacciaio
Verso la cima...
Il gruppo in vetta
La Grande Casse troneggia verso la Val d'Isere
Stupenda discesa su ottima neve primaverile appena smollata sul ghiacciaio
Gianni in discesa
Seconda meta la Gran Vaudala, al centro nella foto. Le temperature che durante il giorno salivano in modo molto veloce ci hanno fatto propendere per questa meta più vicina rispetto alla Calabre, nostro primo obiettivo. In effetti la discesa effettuata alle 10.45 si è dimostrata fantastica fino a 200 m dal rifugio, dove la neve, per l'inclinazione del pendio e l'esposizione ad ovest, è rimasta portante e appena smollata in superficie. Una volta però arrivati sul piano, nel giro di 10 m, si passava da neve portante a zone che cedevano di colpo sotto il peso degli sci...
In salita verso la Vaudala
In vetta con il Granpa sullo sfondo
Discesa
Arrivano i soccorsi. Dieci minuti dalla chiamata con la radio...
Gianni si invola verso la valle... |
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