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Con il collega David, guida alpina canadese, abbiamo trascorso una settimana insieme a tre clienti inglesi (David, Cameron e Tom) con l'obiettivo di salire il Cervino per la cresta dell'Hornli; il programma di allenamento prevedeva un giorno di scalata su roccia, la traversata dell'Aig.d'Entreves e la cresta di Rochefort per i primi tre giorni, per poi trasferirci a Zermatt e realizzare la salita. Un ottimo meteo ci ha accompagnato per tutta la settimana, permettendoci di realizzare per intero tutte le salite previste, con una giornata eccezionale per la salita finale al Cervino.

     
 

 

Dopo la prima giornata passata alle placche di Oriana, in valle di Champorcher, il secondo giorno ci ha visto partire alla volta dell'Aig.d'Entreves, per realizzare la classica traversata delle sue creste.

 

David segue sulla cresta con l'Aig.Noire alle sue spalle

 

Tom e Cameron sulla cresta

 

Sulla cima dell'Aig. d'Entreves

 

Dopo aver pernottato al rifugio Torino ci dirigiamo il giorno seguente verso la cresta di Rochefort. Qui, salendo alla Salle à Manger, i primi raggi di sole colpiscono il versante est del Monte Bianco...ogni volta uno spettacolo magnifico...

 

La Brenva e la cresta di Peuterey si stagliano contro il cielo in una giornata che si preannuncia perfetta dal punto di vista meteo

 

Sulla cresta di Rochefort con il Dente del Gigante alle spalle

 

Giovedì, dopo esserci trasferiti a Zermatt, saliamo tranquilli tranquilli alla capanna Hornli, ai piedi della via normale del Cervino. Il gruppo si è ridotto di una unità, non essendo purtroppo il giovane David preparato abbastanza per questa salita che richiede un ottimo allenamento...lo indirizziamo allora verso la cima del Breithorn, che salirà con il nostro collega Ervin.

 

Colazione alle 4 e poi via sulla cresta, che attacca a soli 5 minuti dal rifugio. Cameron è molto veloce e quando il sole nasce ci troviamo già in prossimità della Solvay, piccolo bivacco di emergenza posto a 4000 metri sulla cresta.

 

Cameron sulla cresta, poco prima della Spalla.

 

David e Tom alla Spalla del Cervino. Le condizioni della montagna sono ideali, con la cresta secca fino a questo punto, il che permette di salire soltanto con gli scarponi velocemente (a patto di conoscere il percorso e non sbagliare itinerario, cosa molto facile sul Cervino), mentre da qui in su, calzati i ramponi, si raggiungono le corde fisse della Testa del Cervino.

 

La croce della vetta italiana del Cervino.

 

Cameron in vetta

 

Un attimo di riposo alla Solvay, sulla via di discesa

 

La degna conclusione di una bella settimana!

 
     

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