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Daniel e Jason sono venuti sulle Alpi dall'Australia con obiettivo la scalata del Monte Bianco; avevo conosciuto Daniel lo scorso inverno durante una settimana di fuoripista nelle Alpi e con piacevole sopresa ad inizio stagione in una sua mail mi ha chiesto di organizzare per lui e Jason la salita al tetto d'Europa...due triatleti molto giovani ed allenati, no problem, scalare il Monte Bianco per loro sarebbe stato uno scherzo, senonchè...a mettersi in mezzo sono state le condizioni della montagna! Il nostro programma prevedeva di salire in tre giorni, partendo dal Tete Rousse di prima mattina, in modo da poter raggiungere la cima nel pomeriggio e dormire al Gouter in discesa. Tra l'altro una nevicata fino a basse quote il giorno precedente, con conseguente notevole abbassamento delle temperature (zero termico a 2200 m), sembrava confermare la bontà della nostra scelta (poter salire la parte alta riscaldati dal sole) e ci confortava il fatto di sapere il Grand Couloir, così secco in quest'estate incredibile, più sicuro per effetto dell'azione collante della nuova neve. E invece, incredibilmente, il rigelo della neve caduta nella notte precedente ha avuto l'effetto contrario: in seguito al dilatarsi del suo volume (proprio a causa del rigelo), la neve ha provocato la caduta di tutte quelle pietre che si trovavano in bilico nel canale, con la conseguenza di causare un vero e proprio bombardamento nel Grand Couloir e nei canali adiacenti. Già alle 7 di mattina, quando ci alziamo per fare colazione ed apprestarci a partire, troviamo un gruppo di guide alpine francesi che sono dovute rientrare non riuscendo ad attraversare il canale; una di esse è stata addirittura colpita ad un braccio. Ciò mi sorprende non poco, visto il freddo notevole che c'è fuori dal rifugio...Decido comunque di salire fino alla crestina precedente il Grand Couloir, luogo in genere riparato dalle scariche, per attendere 15-20 minuti e vedere cosa succede nel canale; per raggiungere tale cresta bisogna attraversare un canale secondario che non ho mai visto scaricare in ca. 30 volte che sono passato da queste parti...e invece, appena attraversato questo canale, una scarica di notevoli dimensioni si stacca dall'alto e lo percorre, spazzando la nostra traccia di qualche minuto prima....beh, se il buongiorno si vede dal mattino!....A questo punto, trovandoci in posizione sicura, decido di aspettare un bel 20 minuti e di osservare cosa succede, se ci sono soltanto scariche isolate o che altro....ma nel couloir sembra veramente il fronte di guerra...le pietre cadono ininterrottamente per tutto il tempo in cui rimaniamo ad osservare, impossibile attraversare, vorrebbe veramente dire rischiare troppo; non ho mai visto il Grand Couloir scaricare così tanto, neanche nel 2003! La decisione è comunque presa, si torna indietro; naturalmente dobbiamo dinuovo attraversare il canale secondario, e qui tratteniamo il fiato e giù di corsa (per quanto possibile)....manco a farlo apposta, una volta al sicuro vicino alla zona delle tende nel ripiano precedente il Tete Rousse, una nuova grande scarica spazza il canale che abbiamo attraversato...addirittura le pietre più piccole arrivano fino alla zona delle tende...Non ci sono dubbi, oggi bisogna ascoltare i segnali che la montagna ci lancia (e sono anche belli grossi!..), non è il giorno per il Monte Bianco. Dopo una rapida consultazione decidiamo di prendere la direzione del Gran Paradiso, che come al solito non ci deluderà! Il Monte Bianco sarà ancora lì per molti anni, molti più di noi, torneremo con condizioni migliori!

     
 

 

Alla partenza del trenino, Daniel a sinistra e Jason a destra

 

Salendo al Tete Rousse, con la parete nord dell'Aig. de Bionassay alle nostre spalle

 

Il contrasto tra la neve caduta nella notte ed il verde dei prati in fondovalle è bellissimo, la giornata stupenda

 

Chamonix in fondo valle; la nuova neve è scesa fino a 2200 m, finalmente, dopo un'estate caldissima, le temperature per camminare sono piacevoli, addirittura un pò fresche...L'Aig. Verte è la bella piramide in fondo a destra.

 

Bellissimo tramonto dal rifugio Tete Rousse, con la Pointe Percèe (massiccio degli Aravis) che sbuca dalle nuvole. Momenti magici...

 

La nord della Bionassay si tinge di rosa

 

Ciao ciao sole...

 

Dopo le nostre peripezie mattutine sul Bianco, eccoci in cammino verso il rifugio Chabod

 

Il Granpa spunta in tutta la sua bellezza. E' domenica pomeriggio inoltrata, incontriamo soltanto gente che scende dal rifugio, ciò ci fa pregustare (come in effetti poi sarà) una salita in solitudine per il giorno seguente...

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