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Ma chi è/cosa fa una Guida Alpina?

Si possono usare tante definizioni e tanti modi per descrivere a chi non lo sa chi è e cosa rappresenta una Guida Alpina… Partiamo dagli aspetti più puramente formali: la G.A. è l’unica figura autorizzata dalla Legge ad operare come professionista nell'accompagnamento in ambito montano, su ghiacciai, pareti di roccia o sentieri (la Guida viene anche definita Maestro d’Alpinismo), laddove sia necessario utilizzare tecniche alpinistiche (quindi con corde, piccozze, ramponi, etc).
Essere riconosciuti come professionisti comporta svariati significati:
- prima di tutto significa che la G.A. è l’unica figura autorizzata a ricevere un compenso in denaro per la sua prestazione professionale.
- Significa anche però che la G.A., in quanto professionista, deve assicurare il massimo grado di eccellenza nel suo ambito operativo, deve offrire cioè ai clienti quel valore aggiunto che gli viene assegnato dal titolo di cui si fregia e dal compenso che riceve;
- Significa ancora che la G.A. deve essere iscritto ad un Albo Nazionale, che è posto a garanzia dei clienti, al quale si accede solo dopo aver frequentato corsi duri e selettivi, aver superato una specie di periodo di praticantato come Aspirante Guida Alpina (di due anni di durata), e l'obbligo di frequentare ogni tre anni un corso di aggiornamento professionale per poter continuare ad esercitare. Dicevo che l’Albo Nazionale è posto a tutela dei clienti: chiunque volesse verificare se effettivamente la persona che a lui si propone come Guida sia autorizzata a farlo (come in tutte le professioni esistono molti casi di abusivismo), non deve far altro che controllare se ne risulta il nome nell’Albo Nazionale (suddiviso poi nei vari Albi Regionali). Una Guida Alpina UIAGM (Unione Internazionale Guide Alta Montagna) può quindi operare in tutti i Paesi del Mondo (circa una ventina) aderenti a tale organismo, che assicurano quindi lo stesso tipo di formazione e livello minimo per accedere ai corsi.

Ma perché dovrei ingaggiare una Guida Alpina per andare in montagna? Qui le ragioni possono essere molteplici...Mi è capitato di sentir dire: “Io pago una Guida Alpina perché voglio essere sicuro di raggiungere la cima!”.....Beh, onestamente credo che non ci sia visione più sbagliata di quello che è il nostro mestiere ed il nostro compito; la Guida Alpina dovrebbe infatti essere ingaggiata non per essere sicuri di arrivare in cima, ma per essere sicuri di tornare a valle!
Non c’è dubbio che la soddisfazione maggiore per una Guida Alpina nel suo lavoro sia quella di condurre un cliente in vetta alla montagna dei suoi sogni, e posso garantirvi che non conosco collega che non sia “patito” della cima.…ma per far questo egli non può prescindere dalla sicurezza del suo cliente: la vita di costui è la cosa più importante che la Guida ha nelle proprie mani, che gli viene affidata, e di cui è responsabile nei confronti del cliente stesso e, non meno importante, delle persone che a casa lo stanno aspettando.

Per far comprendere meglio direi che la Guida Alpina andrebbe visto come la persona incaricata (e quindi pagata per ciò) della gestione del rischio di una salita in montagna; tale rischio è influenzato da diversi elementi, oggettivi e soggettivi: i primi sono, ad esempio, il meteo, la caduta di pietre o ghiaccio, i crepacci, etc. Quelli soggettivi, che dipendono quindi direttamente dagli alpinisti, sono, tra gli altri: la capacità di scelta del percorso migliore, l’adottare la tecnica alpinistica giusta per il tipo di terreno affrontato, il saper valutare le condizioni della salita, l’allenamento, l'abilità tecnica, etc. Ingaggiare una Guida significa quindi poter eliminare tutti quelli che sono i pericoli soggettivi inerenti alla salita, affidati alla valutazione di un professionista (sia prima che durante l'ascensione) e cercare nello stesso tempo di ridurre al minimo i pericoli oggettivi (ad esempio per ridurre al minimo il rischio legato alla caduta di pietre saper attendere il momento propizio legato alle condizioni di rigelo, la conoscenza della via migliore, e così via). In tal modo i rischi di una salita potranno essere ridotti al minimo, mai però annullati completamente. Questo credo che sia un aspetto importante da sottolineare: in montagna il rischio zero non esiste, neanche accompagnati dalla Guida. Ripeto, grazie alla professionalità di quest'ultimo i rischi si potranno ridurre ad un livello minimo, accettabile o meno, dipenderà naturalmente da ciascun cliente decidere - certo che chi vorrà scalare la parete nord del Cervino dovrà essere disposto ad accettare un grado di rischio maggiore di chi vorrà fare la Chamonix-Zermatt - ma tali rischi non si potranno mai eliminare in modo assoluto. Personalmente ritengo fondamentale che il mio cliente sia a conoscenza del livello di rischio che dovrà accettare per ogni tipo di salita.

Se questo è ciò che riguarda gli aspetti legali e pratici dell’attività di Guida, due parole le vorrei ancora spendere su questa professione…che per molti è il mestiere più bello che esista...Credo che la Guida Alpina sia una persona che nella vita non abbia voluto rinunciare ai suoi sogni di ragazzo e abbia deciso di seguirli fino in fondo, una persona che fa fatica ad accettare i rigidi schemi che la società ci propone, uno spirito libero che vuole continuare a sentirsi tale, o almeno che ci prova...Certo, per chi vive solo di questa professione è un mestiere a volte duro: le stagioni passano in fretta, si cerca di approfittare al massimo del bel tempo concatenando una salita dopo l’altra, dal Monte Bianco al Cervino, e poi via sul Monte Rosa o nel Vallese…alla fine i dislivelli fatti sono sempre molti, le ginocchia ce lo ricordano…e poi, sempre lontano da casa (forse una menzione particolare bisognerebbe farla per le mogli delle Guide…o almeno per quelle che resistono…), un occhio sempre al meteo e un orecchio al cellulare per accordarsi con il cliente successivo, una giornata di pioggia che ti regala un po’ di riposo, e poi via di nuovo, sempre attento ai movimenti del tuo cliente cercando di anticipare un possibile errore, le sveglie che non suonano quasi mai dopo le quattro, un sorso di genepy che ti offre il gestore per averlo aiutato ad asciugare i piatti in cucina, le chiacchierate con i tuoi clienti al rifugio..tutti questi aspetti sono le mille sfaccettature della vita di una Guida...Ma quali sono le sue soddisfazioni?! Perchè fare tanta fatica e vivere questi rischi?! E' un mestiere che non ti rende ricco, sei fortunato ad invecchiare senza acciacchi...Analizzando più a fondo, in realtà, ciò che il mestiere di Guida ti dà è una soddisfazione che nessun altro lavoro ti potrebbe permettere: quello di realizzare i sogni delle persone. Perchè soltanto chi ha provato l'emozione che dà leggere la gioia sul volto di un cliente in cima ad una montagna che sognava di salire da anni, quando, vicino alla croce di vetta, guardandoti dritto negli occhi ti dice un semplice "Grazie!"...ebbene, soltanto chi ha provato questa emozione sa che non esiste una soddisfazione più grande per una Guida Alpina; in quell'istante tutte le fatiche, i rischi corsi, le rinuncie ad una vita agiata, a tutte le "false" sicurezze che la società moderna vuole imporci, tutto questo sparisce, e in un attimo comprendi che non esiste persona più fortunata di te!

 
     

http://www.guidealpine.it http://www.guidealpinepiemonte.it http://www.patagonia.com http://www.anfiteatroviaggi.it/sito-it/index.php


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