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Dall'1 al 10 maggio siamo stati in Val Venosta per un pò di scialpinismo. Facendo base in fondo valle, nello stupendo villaggio medievale di Glorenza, si ha una scelta di gite infinita. Ci troviamo infatti a ca. 10 km dalla Svizzera e ad una ventina dall'Austria; a corto raggio si hanno a portata di mano svariati gruppi montuosi: il gruppo del Sesvenna, la Val Monastero, la Val Roja, la valle di Solda con Cevedale e Gran Zebrù, la bellissima Val Mazia o la Vallelunga...Insomma, un piccolo-grande Paradiso per lo scialpinista. L'alta pressione che si è instaurata sulle Alpi ci ha permesso inoltre di dare libero sfogo alla nostra voglia di neve e curve! Ecco alcune foto... |
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Prima nostra meta è stato il Piz Sesvenna (3204 m), qui nella foto a destra, magnifica montagna situata sul confine italo-svizzero. Noi siamo saliti da Slingia (dislivello 1494 m) in giornata; volendo si può spezzare la salita fermandosi a dormire al rifugio Sesvenna. Attenzione al traverso prima del piano sul quale è situato il rifugio; questo traverso passa infatti al di sopra di imponenti quanto pericolose barriere rocciose. In caso di neve gelata indispensabili i coltelli (a volte questo tratto viene attrezzato con una corda fissa)
In salita vista sull'Ortles, Gran Zebrù appena a sinistra e Cevedale
In salita sul ghiacchiaio, con le vette dell'Engadina alle spalle
La vetta del Piz Sesvenna
Il tipico paesino di Slingia
Seconda meta è stata la cima Griankopf (2896 m) - dislivello 908 m - in Val Roja, al confine con l'Austria. Questa valle si può veramente definire come la tipica valle tirolese, con i suoi mille piccoli fienili di legno in perfetto stato sparpagliati ovunque. Incamminandosi in queste valli c'è un senso di ordine, di armonia delle forme, di pace, davvero incredibili. Il Grionkopf ci ha regalato una bellissima discesa su neve primaverile; in queste giornate certo la partenza deve essere fissata presto, prima che il sole scaldi troppo i pendii...ma la ricompensa per questo sacrificio sono discese fantastiche su neve appena riscaldata....una delle massime "godurie" su cui sciare!
In salita
La bellissima discesa su neve primaverile
Altra gita, questa volta in Svizzera, in Val Monastero (o Munstairtal, come la chiamano gli elvetici), alla cima del Piz Daint (2968 m) - dislivello 1000 m precisi! (siamo mica in Sfizzera per niente..). Bellissima la cima dove, a parte la solita immensa croce, abbiamo trovato un piccolo scaffale di legno perfettamente costruito che conteneva un recipiente di plastica, che a sua volta conteneva il libro di vetta! Si fa quasi più fatica a trovare il libro che a salire quassù...
La croce, con lo scaffale, con il contenitore, con il libro...uff...
Anche oggi bellissima discesa su neve primaverile |
Altra giornata di sole, altra gita! Oggi la nostra meta è una cima molto interessante, la Croda di Cengles (3375 m) - dislivello 1750 m - dalla valle di Solda. Classificata come OSA, questa gita è una delle più belle che abbiamo realizzato in questa zona, da intraprendere con nevi assolutamente sicure. Ad una prima parte ripida nel bosco, seguono valloni selvaggi e bellissimi, su pendenze sempre sostenute. L'arrivo in vetta, con un traverso abbastanza esposto, riserva un panorma stupendo sull'Ortles, sul Gran Zebrù e su altre bellissime cime circostanti. La condizione migliore per realizzare questa gita si ha quando nella parte bassa (diciamo il primo terzo del bosco) non è più presente neve, in modo da poter seguire a piedi il ripido sentiero e innalzarsi rapidamente. Noi l'abbiamo trovata in condizioni perfette (certo la sveglia alle 4.30 non è facile da digerire...), ma quello che mi è rimasto di più di questa gita è la sensazione di solitudine di questi luoghi...in tutto il percorso infatti non abbiamo trovato anima viva! Nella foto: l'Ortles all'alba
I pendii sopra al bosco
Nella parte alta dell'itinerario
In traverso con la Vertainspitze alle spalle
Scendendo dalla croda di Cengles (Tchengleshochwand), con il Gran Zebrù sullo sfondo...
Fasi di discesa
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